Chi siamo

Scheda del libro

Titolo:


Ne uccideva più la penna che la spada!


Sottotitolo:
Breve analisi (provocazione) a disposizione di tutti per capire un giornalismo svuotato di senso, alla ricerca di un nuovo modello, il giornalismo pedagogico.

Autore:
Corrado Faletti

CON IL CONTRIBUTO DI:

Ettore Lembo

CON LA COLLABORAZIONE DI:

Luisa Parlatore, Giuseppe Bellantonio, Chiara Sparacio 

Editore:
CCEditore

Anno di pubblicazione:
2025

Pagine:
circa 230

Formato:
Brossura / Ebook / Rilegato

ISBN:
9791281468160

Prezzo:
24,00 euro

Genere:
Saggio – Giornalismo / Media Studies / Pedagogia

Destinatari:
Giornalisti, operatori dell’informazione, studenti di scienze della comunicazione, educatori, docenti, cittadini interessati ai temi della democrazia e della libertà di stampa.

 

 

Sinossi editoriale

In un’epoca segnata dalla crisi dell’informazione, dalla perdita di autorevolezza dei giornali e dalla trasformazione digitale che stravolge il mestiere di chi scrive, Ne uccideva più la penna che la spada! si pone come manifesto per la rinascita del giornalismo etico e pedagogico.

Attraverso una lucida e appassionata analisi, Corrado Faletti — giornalista, pedagogista e direttore di una testata indipendente — affronta con coraggio i nodi irrisolti che minano la professione: la dipendenza dalle logiche del click, il peso degli inserzionisti sulla linea editoriale, il dilagare della precarietà e della sfiducia, l’indebolimento dei percorsi formativi per le nuove generazioni di giornalisti.

Il libro narra esperienze dirette, tra cui la gestione di Betapress.it e le ripercussioni personali subite da parte di enti governativi per aver difeso la libertà d’inchiesta, e propone esempi attuali di censure, querele temerarie e isolamento dei professionisti più indipendenti.
Al tempo stesso, l’opera assume un valore pedagogico: non solo denuncia, ma suggerisce un nuovo modello per il giornalismo, fondato su rigore, empatia, responsabilità e capacità di formare, oltre che informare, la cittadinanza. L’autore definisce i principi del “giornalismo pedagogico”, offre strumenti concreti e riflessioni operative, delineando le qualità che dovrebbero tornare a essere il cuore di una professione decisiva per la democrazia.

Completano il volume una ricca rassegna storica sulle funzioni civili della stampa, testimonianze di giornalisti esemplari, un lessico ragionato e schede pratiche di autoformazione.

Ne uccideva più la penna che la spada! si rivolge a chi crede che la parola abbia ancora il potere di risvegliare coscienze, difendere la libertà e costruire una società più consapevole. È un testo di denuncia e di proposta, uno strumento per chi non si rassegna al declino del giornalismo ma vuole diventarne protagonista del cambiamento.